| Sulle origini di Trapani mitologia e storia si fondono. Molti fra gli antichi scrittori si divertirono a fantasticare: alcuni gli attribuirono una origine divina, molti altri raccontarono favole mitologiche intese più a spiegare le meraviglie della natura che a ricercare la verità storica. Non mancò, ad esempio, chi si dilettò a fare sorgere Trapani dalla falce caduta a Cerere mentre correva per il mondo in cerca della figlia Proserpina rapita da Plutone. Altri ancora la definirono poeticamente "trastullo delle onde" per ricordare che la nascita fu il frutto della naturale unione del mare con gli scogli. Per questo non é possibile identificare una data certa della nascita di Trapani. Alcuni storici indicano la nascita intorno al XI-XII secolo a.C., ma di sicuro é una delle città più antiche del Mediterraneo. Fu originariamente abitata dagli Elimi che la utilizzarono esclusivamente come porto, successivamente venne colonizzata dai Fenici che, rendendosi conto della sua importante posizione geografica, la ampliarono facendola diventare un'efficiente scalo marittimo e commerciale. L'influenza punica rappresentò per Trapani un periodo di notevole splendore: venne abbellita di monumenti, fortificata, coniò moneta ed ebbe un fiorentissimo cantiere navale, dove si costruivano le più agili e veloci navi del Mediterraneo.
Fedele alleata di Cartagine, con la quale condivideva le stesse origini fenicie, ebbe un ruolo rilevante durante la guerra contro i colonizzatori greci che volevano impadronirsi della parte occidentale della Sicilia. Numerosi furono gli avvenimenti bellici che si susseguirono tra il VI ed il IV secolo a.C.: l'esercito greco dopo essersi mosso per primo alla conquista dei territori occidentali fu respinto e contrattaccato dai cartaginesi, intenti a raggiungere la supremazia dell'isola. A questo punto intervenne Siracusa, che vedendosi minacciata dall'espansione cartaginese, accorse in aiuto degli alleati greci per riscattarli dalle sconfitte subite e per cercare lei stessa di conquistare l' intera Sicilia. Nel 368 a.C. il dittatore siracusano Dionisio, approfittando di una grave pestilenza che colpì i cartaginesi occupò Selinunte, Erice, Lilibeo e anche Trapani, la quale però aiutata dalla flotta cartaginese che accorse con 200 navi, riuscì a scacciare gli invasori. I secolari scontri tra Greci e Siracusani contro i Cartaginesi si conclusero senza vincitori né vinti: la Sicilia era destinata a rimanere divisa almeno fino alla venuta dei Romani. L'espansione cartaginese continuava però in tutto il Mediterraneo: Sardegna, Corsica, Spagna e Africa settentrionale erano sotto il controllo di Cartagine che mirava ad allargare ulteriormente i propri territori, fatto questo che rese inevitabile lo scontro con la potenza nascente di Roma. Allo scoppio della guerra punica Trapani, al fianco di Cartagine, cercò di respingere gli attacchi dei romani e per far questo fu modificato il sistema difensivo con l'aggiunta di nuove torri alle mura di cinta. |